Raccolta dei documenti della ristrutturazione

Il blog per raccogliere la storia della ristrutturazione della "Cà d'la Lunga" a Corteranzo, con foto, idee e documenti utili per chiarire cosa vogliamo realizzare.

sabato 7 gennaio 2012

Ah che bel fregio o "frontone"

Da Maison du monde, per la modesta cifra di 14,9 euro è possibile comperare questo frontone in ferro battuto fatto a mano. Ne ho voluti prendere sei, nel timore che me li vendessero ... non si sa mai.
Ma secondo me ne valeva la pena! Li metteremo sulle quattro porte simmetriche della scala e riteniamo che ben si armonizzi con le linee del tinello, anche all'interno del locale.


Mio papà avrebbe commentato "Ah! Comprar la frusta prima del carretto!".

La carpenteria della barchessa ovest

Quando non esistevano ponteggi, tubi dalmine, trabatelli ecc... case e cattedrali erano costruite grazie a carpentieri, falegnami "genieri", capaci di realizzare ardite strutture che permettevano ai muratori di lavorare e - fino al secolo scorso - di erigere i tetti.

Probabilmente questa è l'arte in cui Rino si esprime con maggiore naturalezza, basta vedere la rapidità e la precisione del soppalco.
Vederlo all'opera mentre produceva la trama della barchessa che copre la scala della cantina ad ovest è stato un piacere: in equilibrio funambolico, veloce e preciso.

E si va avanti ...





venerdì 6 gennaio 2012

Ricordo di Maria

Anche lei ha preso congedo: Rosemma mi diceva che non aveva più voglia, che era stanca e si lamentava di svegliarsi ancora alla mattina. Con Alfredo Calvo aveva sicuramente affrontato una vita di fatica, ma poteva essere orgogliosa di avere cresciuto tanti figli operosi e capaci.
Non sono in grado di capire cosa pensasse, ma di sicuro ha affrontato questo momento con grande, serena dignità.
Probabilmente aveva lo stesso distacco che ha dimostrato rispetto alla sua casa. Quando venne a vederla il 16 aprile dell'anno scorso, non volle visitarla, ma preferì sedersi davanti a prendere il sole: una bella immagine. Lasciamo alle spalle il passato, guardiamo al futuro. E così la vogliamo ricordare insieme ai suoi figli.




Il gonfalone di Corteranzo

Sono molto sorpreso di scoprire che ci sono persone con passioni fuori dall'ordinario. Nel sito Araldica Civica è comparso persino lo stemma di Corteranzo, dove ho appreso informazioni un po' discordanti dalla famosa storia dei Ranzi, nobili "fruttivendoli" di Vercelli. Dice il sito: "Corteranzo, già comune autonomo, è stato soppresso nel 1928 e aggregato a Murisengo, erede di un’antica Corte di proprietà di un possidente germanico di nome Ranzo (Rheinz)."
Sorprendente: saltano fuori anche famiglie imperiali tedesche, per altro provate dall'aquila.
Corteranzo aveva infatti un proprio stemma , col blasone: “D’argento alla pianta di ginepro al naturale terrazzata di verde, con il capo d’oro all’aquila di nero, coronata dello stesso, sostenuto dalla fascia d’azzurro a tre stelle d’oro”.
La pianta di Ginepro invece è un chiaro riferimento ai Giunipero di Corteranzo.
In un articolo de "Il Monferrato" http://www.ilmonferrato.it/articolo.php?ARTUUID=94D313AF-01ED-450B-B079-A98F7B8D4DAF&MUUID=FDF44FA1-95F0-4FD5-B272-F77AAC456B45 si narra:
Infeudati di Corteranzo nel 1112, gli antichi signori di Robella ebbero conferma del possesso feudale dal marchese di Monferrato, Bonifacio III Paleologo, il 14 aprile 1483 nella persona di Enrico Giunipero. L'antica famiglia è ricordata nella principale raccolta araldica delle famiglie monferrine, il settecentesco "Blasonario Casalese", con il cognome latino "de Juniperis" e la variante nello stemma del destrocherio che regge un arboscello.
E' ormai certa la loro presenza nella vicenda costruttiva dello splendido tempietto a pagoda di San Luigi Gonzaga, edificato da Bernardo Antonio Vittone (Torino 1705-1770) intorno alla metà del Settecento, pare, con un lascito del vassallo Carlo Tommaso Giunipero, fratello dell'abate Antonio e figlio di Vittorio Bonifacio.
Quest'ultimo aveva già ottenuto dai Canonici lateranen­si di Crea il patronato della cappella sotto il titolo del "Riposo di Sant'Eusebio", fabbricata come segno tan­gibile della sosta del vescovo Eusebio con la statua della Vergine di fronte alla fenditura miracolosamente apertasi nel dirupo che gli ostruiva il passo. Si legge infatti nell'unico documento che conosciamo sul trasferimento dei di­ritti, il testamento datato 30 marzo 1725, che l'illustris­simo signor Vittorio Bonifacio Giu­nipero di Corteranzo faceva obbli­go ai "figli ed eredi universali a te­nere in buono stato e decoro" la cap­pella del Riposo invitandoli, qualo­ra non fossero più in grado di man­tenerla decorosamente, "a rinunziarla ad altri che meglio la possino soste­nere".

In ogni caso, vuol dire che la fondazione del paese è avvenuta intorno al 1100 e che i Giunipero erano già signori di Robella.


giovedì 5 gennaio 2012

Daghela avanti un passo ...

... avanti coi pavimenti! Quasi completato tutto il corpo centrale! Rino giura che entro 15 giorni potremo mettere gli infissi! Urca!

Ecco il mio scorcio preferito della casa (tinello piano terra) che si avvicina al fatidico completamento.

Certo questo pavimento farà smoccolare il piastrellista, che è un uomo di grandissima pazienza, ma è veramente uno spettacolo. Oggi mi ha fatto vedere piastrelle con 1 cm di differenza per lato, di spessore diverso, di forma a rombo ... da impazzire! ... ma lui non molla.

Basta vedere le fughe alla fine del filmato.


Nel frattempo possiamo vedere anche lo sviluppo della lavanderia, un locale destinato a diventare un simpatico locale di sgombero, stanza per lavatrice e congelatore, guardaroba con cuccia per ospiti inattesi. Il locale avrà un sottofondo e su di esso sarà appoggiato un pavimento in doghe di larice, da smontare rapidamente nel caso di sua modifica (potrebbe diventare un bagno per la zona est). Ah, la porta diventerà una finestra.



mercoledì 4 gennaio 2012

Un quadro per Corteranzo

Con questo penso di avere completato la raccolta di immagini su Corteranzo disponibili su Internet: un quadro di "ispirazione" impressionista, molto fedele alla vista da Robella.

domenica 1 gennaio 2012

Avanti piano

Oggi gita di capodanno con i nonni e purtroppo abbiamo constatato pochi avanzamenti, anche perchè ci sono state ulteriori assistenze agli idraulici (una spaccatura nel muro a nord per il tubo del biogas, un pozzetto per i rubinetti del gas ...).
Ma la casa è sempre bella e i pavimenti sono proprio una soddisfazione:
La stanza di Frà si dimostra essere la più caratteristica della casa e la velatura rossa andrà benissimo sul camino, come si può vedere. Altra cosa da notare è il gioco a scacchiera ottenuto mettendo le mattonelle alternate su retto e verso (una più porosa e una più lucida).
 
La stanza di Ceci ha preso una bell'aspetto lindo e il contrasto tra la parete a vista e il pavimento appaga l'occhio.
Vista dal bagno, la prospettiva della camera di Cecilia ha un bel movimento.
Anche il corridoio, visto dalla cucina, offre una scenografia luminosa, con la provvidenziale finestrella in fondo.







La cucina, dopo la mano di sottofondo bianco, acquisisce ovviamente luminosità e pulizia, mettendo ancora più in evidenza i dettagli del restauro (ritagli, travi, muro a vista).

Insomma, tutti soddisfatti ... ma speriamo in una accelerazione!
 







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