Raccolta dei documenti della ristrutturazione

Il blog per raccogliere la storia della ristrutturazione della "Cà d'la Lunga" a Corteranzo, con foto, idee e documenti utili per chiarire cosa vogliamo realizzare.

domenica 7 ottobre 2012

Lavandino esterno: creatività frustrata & liberata

Se avessimo comprato una fontanella da esterno in ghisa, avremmo dovuto affrontare un investimento, senza contare il costo e il dispiacere di dover tagliare il muro di mattoni vecchi per il tubo dell'acqua e lo scarico. 
Avevo quindi pensato all'idea di un lavandino esterno a vista, con tubi in rame. Così, con il necessario spreco di parole,  mail e parolacce, abbiamo il nostro bell'impianto (da chiudere d'inverno onde evitare ghiaccio. La vaschetta, 40 euro, l'ho presa da euroedil. La tavola - di pioppo - è tagliata a mano e poichè avrà un bel 150 anni, è dura come il ferro; trattata con impregnante da esterni, è inattaccabile. Le gambe sono la scoperta del Rino che abbiamo usato anche in cucina.
Imparata l'arte della posa, nel mio corso teorico pratico di montaggio dei piani presso l'università di Corteranzo, ieri ho messo in atto il mio piano malefico e ho assemblato il tutto.
Le squadrette portano 30 kg a sbalzo, ma arretrando un po' le gambe di cemento, la struttura è solidissima (ho comunque cambiato i tasselli dopo la prima prova di appoggio). Il piano è stato realizzato affiancando due pezzi della tavola e unendoli con una banale plancia da cantiere avvitata a quiconce con quasi 20 viti da legno di acciaio che mi ha lasciato Massimo Monzeglio. Ma sono convinto che dovrò mettere una vite passante con bullone, nel tempo. Le gambe sono fissate in eleganza con una colla potentissima che fa effetto ventosa. Ho avuto pochi minuti di tempo per verificare che le gambe fossero in bolla. Poi con la posa della vaschetta da 25 kg non si è mosso più nulla.
Ho sempre desiderato un dragone verde e il rubinetto che mi ha preso l'operaio di Tonoli (lo ha scelto lui) è bellissimo!

Dopo la partita di calcio nella terra del parco Lambro, si diceva negli anni '70: "Andiamo a bere al Dragone Verde", si pensava forse ad un bar dal nome fantasioso? No.
Di origine celtica? Che a quei tempi andava di moda? No - no...
Allora perchè non cinese che ce n'erano già, allora? No, no, no!
Era la fontanella di ghisa verde caratteristica di Milano, che aveva come cannello, per l'appunto, un dragone o la testa del noster bisciùn. Che'l bisciùn l'è minga del Berlusca! Che el vaga a laorà ...
In ogni caso, altro che Gatorade.
Poi lo stesso dispositivo di verde dipinto divenne "l'acqua del Pillitteri". Non so perchè: non penso che avesse qualche diritto o generato qualche scandalo attorno all'acquedotto e alle sue fontanelle pubbliche.

Comunque, questi erano i miei disegni da ideatore frustrato. In fondo ci ho anche preso.


disegni per secchiaio esterno

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